Le chiamo così perché le ho inventate io! Sono da sempre una grande appassionata non solo di uncinetto, ma anche di maglia: quando trovo un filato che mi ispira mi faccio maglioni, miniabiti e maxi abiti. Poiché ho una taglia… da GRAN DONNA, sono solita comprare i filati in quantità abbondanti, per cui mi capita spesso di avanzare gomitoli su gomitoli, con cui mi diletto a fare le più svariate cose. Dal 2008 li utilizzo quasi esclusivamente per realizzare le mie creazioni, ma prima di questa data? Nel 2002 mi è venuta voglia di inventarmi una coperta-plaid, fatta di piastrelline quadrate. Non volevo utilizzare le solite granny square, anche perché sono troppo traforate e io volevo qualcosa di più compatto e coprente, di più caldo. Eppoi avevo a disposizione filati molto diversi tra loro, alcuni fantasia, grossi e/o pelosi e/o irregolari, altri fantasia ma più regolari, altri ancora più vicini al genere classico. Quindi ho pensato, da dove si comincia in genere a lavorare una piastrella all’uncinetto? Ma dal centro, perdiana! Potrei fare delle piastrelline col centro rotondo e il resto del corpo quadrato, potrei utilizzare i filati più grossi e irregolari per il centro e quelli meno grossi e più regolari per il corpo. E così ho fatto. Venivano bene, erano proprio carine quelle piastrelline! I cuori rotondi rimanevano leggermente in rilievo, come dei piccoli vulcani, e avrebbero dato alla coperta un aspetto tridimensionale assolutamente nuovo e originale. Anzi, per accentuare l’aspetto 3D, ecco che avevo a disposizione in quantità sufficiente un filato particolarissimo, un bouclé fatto di piccoli anellini irregolari che una volta lavorato, sembrava la pelliccia di un agnellino persiano: ottimo per unire le piastrelline tra di loro! (Per la cronaca, avevo utilizzato questo filato per il mio maxi abito Muschio d’Inverno). Risultato? Beh, penso che sia una delle mie creazioni più belle! Mi è piaciuta subitissimo, e mi piace moltissimo ancora adesso, e se vuoi vederla fin nei minimi particolari, fai un salto qui.
Queste primissime piastrelle di egle in erba erano tridimensionali praticamente solo al centro, mentre il corpo si manteneva abbastanza “piatto” in senso orizzontale. Quando nel 2009 ho iniziato a progettare le Morbidone, ho trovato il modo di estendere la tridimensionalità a TUTTO il corpo delle mie piastrelline, per renderle più adatte a contenere un’imbottitura ma anche perché le piastrelle di egle più CICCIONE sono… e più sono belle! E… sono ottime per me che ADORO mescolare colori e texture sempre diversi e sempre nuovi. E… sono ottime come materiale da costruzione, proprio come i mattoncini del Lego! Mi piacciono proprio tanto, ci farei di tutto con queste piastrelline! Infatti mi ronzano nella testa alcuni progetti interessanti.